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 Osservatori terrestri come nello spazio

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V I S U A L I Z Z A    D I S C U S S I O N E
astroficus Inserito il - 05/08/2010 : 09:56:11
Osservatori terrestri come nello spazio

La nuova tecnica potrebbe essere utile per l'osservazione delle galassie distanti, in cui è importante poter osservare tali oggetti su un ampio angolo di osservazione


Osservando il cielo notturno spesso si può notare uno sfarfallio nella luce delle stelle che riempiono la volta celeste: nel campo delle osservazioni astronomiche è di notevole disturbo.

È per questo che è stata inventata un tecnica correttiva nota come ottica adattativa, il cui ultimo esempio è stato messo a punto dai ricercatori dell'Università dell'Arizona guidati da Michael Hart, docente di astronomia del dipartimento di astronomia e coautore dell'articolo apparso sulla rivista Nature. Si tratta di una tecnica innovativa che consente di compensare tale sfarfallio su un ampio angolo di visuale, che permette ai telescopi terrestri di raggiungere le prestazioni di quelli spaziali come Hubble.

A disturbare la luce degli oggetti stellari è in questo caso la turbolenza atmosferica: secondo le stime la maggior parte delle distorsioni avvengono a meno di un chilometro dal suolo, per effetto del calore che emana la superficie. L'ottica adattativa è l'analogo per la radiazione luminosa delle tecnologie di soppressione del rumore per le onde sonore.

Dal loro osservatorio sul monte Hopkins, a sud di Tucson, in Arizona, Hart e il suo gruppo hanno puntato un fascio laser di colore verde verso la volta celeste notturna. Con questo apparato, parte del fascio viene diffuso dalle molecole di ossigeno e azoto presenti nell'atmosfera, creando cinque stelle artificiali nel campo di vista.

“In questo modo possiamo osservare in che modo agisce la turbolenza atmosferica” ha spiegato Hart. “La luce che viene riflessa indietro ci dice in che modo fare le correzioni”.

I dati relativi alla turbolenza vengono inseriti in un computer che controlla gli specchi adattativi, controllati da 336 attuatori che li flettono esattamente di quanto è necessario per cancellare lo sfarfallio dovuto alle turbolenze. Rispetto alle tecniche attuali, quella messa a punto dal gruppo di Hart ha il vantaggio di coinvolgere un angolo di vista piuttosto ampio, anche se a detrimento della risoluzione ma, come osservano gli autori, si tratta di un compromesso accettabile per alcune applicazioni. Uno di questi è l'osservazione delle galassie molto distanti, fino a 10 miliardi di anni luce da noi.

“Per comprendere l'evoluzione di queste galassie antiche, ne dobbiamo osservare migliaia per poterne studiare le caratteristiche spettrali e la composizione chimica: potere osservare lo spettro di una galassia con un red-shift molto marcato richiede un tempo molto lungo, dal momento che sono molto flebili”, ha concluso Hart. “Con la nostra ottica adattativa, ne possiamo osservare decine alla volta, rendendo la misurazione degli spettri molto più agevole”.


Da Le Scienze:http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/Osservatori_terrestri_come_nello_spazio/1344316

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